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Heidi Fosli

Heidi Fosli

invito Fosli

Emozioni silenti. Un viaggio nell’universo introspettivo dell’artista Heidi Fosli

A cura di Elena Gradini

L’artista norvegese Heidi Fosli prende per mano lo spettatore e lo induce pian piano ad attraversare a piedi nudi e in silenzio un universo effimero e gestuale fatto di pochi ed essenziali tratti identitari. L’ individuo, inteso come globalità del genere umano è oggetto di una ricercata e attenta disamina ove in un crescendo sempre maggiore cose, persone, luoghi, sentimenti, sono magicamente orchestrati come in un moderno incantesimo all’ interno del pianeta Terra. Nel suo colore, denso e materico, si coglie un gesto profondo che colloca spesso i personaggi in un quieto isolamento, figlio di quello squisito spirito norvegese appartenuto a Munch ed Ibsen, decantato tuttavia attraverso una sensibilità tutta al femminile che restituisce allo sguardo la metafora dei delicati sentimenti umani. Nelle sue opere emerge il respiro della mente, il battito del cuore, che insieme permettono di trascrivere sul medium pittorico ombre, figure dissolte in antichi abbracci, madri e figli, e poi ancora ponti, strade, e la sterminata natura che tutto avvolge. Nei colori, smeraldo e cobalto, la gradazione fredda e desaturata del blu evoca i paesaggi del grande nord dai quali proviene l’artista, mentre nel verde già inconsapevolmente si fissano nella mente le algide aurore boreali, quelle che ti fanno sentire al limite del mondo e con uno sguardo sull’ infinito universo di cui siamo tutti solo una piccola parte. In questa sete continua di colore, propria degli artisti del Nord Europa forse come inconscio riscatto verso le gelide e parche ore di luce invernale, i personaggi si muovono in atmosfere pulviscolari. E si abbracciano. Perché è l’artista che lo vuole, lanciando un messaggio su quello che dovrebbe essere il senso della globalizzazione intesa come integrazione, rispetto e solidarietà verso il prossimo. In Orizzonte siamo perfettamente in grado di cogliere la percezione dell’incognito, di un alter ego proteso in avanti alla ricerca di un qualcosa di indefinito. Di un nuovo capitolo dell’esistenza, come accade anche nel Libro della Vita o in Invi(n)sible. Opera dalla travolgente forza comunicativa che alla fine riduce all’unico interrogativo possibile. Esiste davvero una verità assoluta e univoca tra noi ed il nostro modo di relazionarci con il mondo? Non lo sapremo mai forse. Ma intanto possiamo disporci con umiltà verso gli altri mentre Heidi filtra sulla tela la realtà esterna e nel frattempo porta nel cuore la Norvegia, il suo sole di Mezzanotte, l’alba e il tramonto uniti in un lungo abbraccio che fonde cielo e terra in quella tormentata ed inconfondibile luce giallo-rossastra.

Silent emotions. A travel in the introspective universe of the artist Heidi Fosli

By Elena Gradini

The Norwegian artist Heidi Fosli takes the Viewer by the hand and she slowly induces to cross barefoot and in silence a universe ephemeral and gestural made of few and essentials lines of identity. The individual, understood as a totality of mankind is the subject of a refined and careful examination where in growing always greater things, people, places, feelings, they magically are orchestrated like in a modern charm inside of the planet Earth. In its color, dense and material, it captures a profound gesture that often places the personages in a quiet isolation, son of that delicious Norwegian spirit belonged to Munch and Ibsen, decanted however by all-female sensibility that returns to the metaphor of the delicate human feelings. In her works emerges the breath of the mind, the beat of the heart, which together allow to transcribe on the pictorial medium shadows, shapes dissolved into antique hugs, mothers and sons, and then more bridges, roads, and boundless nature which envelops everything. In the colors, emerald and cobalt, the gradation cold and desaturated of the blue evokes the landscapes of the great North from which comes the artist, while in the greenery already unknowingly are fix in the mind the algid boreal dawns, the ones that make you feel on the edge of the world and with an look on the infinite universe of which we are all just a small part.In this continuous thirst of color, own of the artist of the Europe North perhaps as unconscious ransom of the icy hours of light winter, the personages move in pulviscolar atmospheres. And is embraced. Because is the artist who wants, launching a message on what should be the direction of the globalization understood as integration, respect and solidarity towards next one. In Horizon we are perfectly able to understand the perception of the unknown, of an alter ego leaning forward looking for a something indefinite. A new chapter of the existence, as in the Book of the Life or Invi(n)sible. Operates from the overwhelming power of communication that eventually reduced to the single question as possible. Is there really an absolute truth and unique among us and our way of relating with the world? Never perhaps we will know maybe. But in the meantime we can prepare ourselves with humility toward others while Heidi filters on the canvas the external reality and meanwhile carries in the heart the Norway, its sun of Midnight, Sunrise and sunset jointed into a long embrace that combines heaven and Earth in that tormented and unmistakable yellow-reddish light.

 

2 years, 8 months ago Commenti disabilitati su Heidi Fosli