prevnext
Menu

Prossima Mostra

Forme E Colori  Alla Ricerca Della Liberta’ Nello Spazio

Leda Tagliavini, artista versatile ha acquisito, attraverso continue ed approfondite ricerche anche con materiali più diversi, una personale espressività. Le sue opere  riescono, in un processo  percettivo di contaminazione armonica ed equilibrata, dai modulati colori, a polarizzare le emozioni dell’osservatore. Lo slancio vitale delle sue immagini stilizzate interagiscono con trasparenze cromatiche e creano   un’ambientazione di luce suggestiva. La poetica del cromatismo con forme ed il ritmo segnico danno luogo ad una personale ed originale dialettica che esplode  nelle tele ed invade lo spazio con immediati effetti visivi. I temi ricorrenti, uccelli,  metafora della libertà, sagome allungate, alberi scheletrici riconoscibili  in contesti surreali si vestono dei colore dell’anima e si trasformano in essenze evocative. La notevole capacità di sintesi e lo stile dell’artista entra in sintonia con le pulsioni più profonde, lasciando che la fantasia assecondi l’impulso e penetri nel tortuoso  labirinto dell’anima.  Si avvia così un affascinante percorso d’introspezione e di rigorosa analisi. Tutte le opere di Leda Tagliavini traducono una moderna interpretazione frutto di un’innata creatività e di una costante ricerca.

Dott.ssa Mara  Ferloni, critico d’arte e giornalista

Shapes And Colours All In Search Of Freedom In The Space

Leda Tagliavini, versatile artist has acquired, through continuous and in-depth research also with more different materials, a personal expressiveness. Her works manage, in a perceptive process of harmonic and balanced contamination, with modulated colours, to polarize the emotions of the observer. The vital impetus of her stylized images interact with chromatic transparencies and create a setting of suggestive light. The poetics of the chromaticism with shapes and the rhythm of signs give rise to a personal and original dialectic that explodes in the canvas and invades the space with immediate visual effects.

The recurring themes, birds, freedom metaphor, elongated shapes, skeletal trees recognizable in surreal contexts are dressed of the colour of the soul and become evocative scents. The remarkable capacity of synthesis and the style of the artist are in syntony with the deepest instincts, letting the imagination go along with the impulse and penetrates into the tortuous labyrinth of the soul.
Thus a fascinating journey of introspection and rigorous analysis is underway. All the works of Leda Tagliavini translate a modern interpretation resulting from an innate creativity and constant research.

 


Attila Olasz artista ungherese dalle notevoli qualità espressive ha reso omaggio all’arte contemporanea presso la Galleria “Il Collezionista” ed ha affascinato il pubblico intervenuto per la serata inaugurale, grazie ad una mostra personale suggestiva. La sua arte prevalentemente astratta, dalle forme plastiche, richiama alle figure complesse e angosciate di Francis Bacon e si dimostra, pertanto, matura e densa di numerosi richiami psicologici nonché esistenziali.                                                                                                            La mostra rimarrà aperta fino al 3 di Ottobre.

Attila Olasz, an Hungarian artist with remarkable expressive qualities, paid tribute to contemporary art at the "Il Collezionista" Gallery and 
fascinated the public for the opening night, thanks to a suggestive personal exhibition. 
His predominantly abstract art, with plastic shapes, recalls the complex and anguished figures of Francis Bacon and, nevertheless, turns 
out to be mature and full of numerous psychological as well as existential references. The exhibition will remain open until 3 in October

 

Analizzando le opere dell’artista Attila Olasz si viene subito colpiti da una certa e sconosciuta energia che sembra espandersi in modo diffuso su tutta la tela. L’artista infatti, che ha alle spalle una lunga e complessa carriera artistica fatta di accrescimenti e contaminazioni, ha avuto modo di apprendere svariate tecniche grazie anche al supporto dei suoi maestri, con i quali ha all’attivo numerose mostre insieme. Procedendo con la sua maturazione artistica, Olasz intensifica la sua ricerca sull’uso del colore e la potenza del messaggio che esso riesce ad esprimere. Su superfici ampie, spesso organizzate come campi cromatici o come aperture incontrastate di colore, possiamo infatti cogliere numerosi elementi che sembrano rimandare agli effetti di un big bang primordiale, dove tutto è incandescenza, fuoco, lava, energia creativa. Il paesaggio naturale sembra infatti prendere piede nelle sue rappresentazioni, dove vediamo la messa in luce di forme importanti, che sembrano come lievitare nello spazio. A questo senso di potenza si aggiunge l’uso del colore che crea numerose sfumature cariche di energia. Suggestioni che derivano senz’altro dai suoi numerosi studi accademici, in modo particolare quelli sul pittore Bacon, su cui l’artista si è concentrato particolarmente. E’ da lì infatti che sembra uscire tanto magma creativo che abbraccia la tela e non dà possibilità di quiete, ma sembra anzi voler appositamente creare una forte tensione tra lo spazio e le forme che fluttuano in esso in modo libero e assolutamente svincolato da leggi fisiche. Così noi percepiamo una continua tensione drammatica, che l’uso del colore e la prospettiva stravolta sembrano accentuare sempre di più e vanno a creare infine un vortice senza fine che assorbe l’attenzione dello spettatore, quasi tirandolo all’interno di un gorgo emozionale continuo. Le alternanze dei colori sembrano in accordo con la mutevolezza degli stati d’animo dell’uomo, e forse è proprio questo che l’artista Attila Olasz sembra evidenziare, come cioè alla fine di questa veloce e drammatica danza emotiva possa esserci in fine la quiete e la luce serena, che tuttavia va cercata pazientemente dietro la tela, al di là del nervoso spazio scenico in continuo e vertiginoso movimento. Tutti questi accenti personali creano una visione speciale che va sempre ad essere in contrasto con la materia e il messaggio di potenza che essa rappresenta e in tali spazi desolati non sembra esserci spazio per la figura umana che invece, per sua stessa natura non esprime un’idea di forza perenne ma piuttosto di finitezza. Olasz invece sembra voler sottolineare l’aspetto più potente dei quattro elementi naturali e lo fa collegandoli nella loro condizione di primordiale espansione, in un doveroso omaggio verso il nostro ambiente, che spesso non rispettiamo e che poi temiamo quando si ribella.

Dott.ssa Elena Gradini, critico d’arte

Analyzing the works of the artist Attila Olasz, one is immediately struck by a certain and unknown energy which seems to spread widely through on all the canvas. In fact, the artist, who has a long and complex artistic career behind his, made up of increasing and contamination, has had the opportunity to learn a variety of techniques thanks also to the support of his teachers, with whom he has many exhibitions together. Proceeding with his artistic maturation, Olasz intensifies his research on the use of color and the power of the message that it succeeds in expressing. On large surfaces, often organized as chromatic fields or as uncontested openings of color, we can in fact capture numerous elements that seem to refer to the effects of a primordial big bang, where everything is incandescence, fire, lava, creative energy. In fact, the natural landscape seems to take hold in its representations, where we see the highlighting of important forms, which seem to rise in the space. To this sense of power is added the use of color that creates numerous nuances loaded of energy. Suggestions that derive without doubt from his numerous academic studies, particularly those on the painter Bacon, on which the artist has been particularly concentrated. It is in fact from there that so much creative magma seems to come out that embraces the canvas and does not give the possibility of quiet, but rather seems deliberately want to create a strong tension between the space and the forms that float in it in a free way and absolutely free from physical laws. So we perceive a continuous dramatic tension, that the use of color and the distorted perspective seem to accentuate ever more and finally create an endless vortex that absorbs the attention of the spectator, almost pulling it into a continuous emotional vortex.  The alternations of the colors seem in agreement with the mutability of the states of mind of man, and perhaps this is precisely what the artist Attila Olasz seems to highlight, namely that at the end of this fast and dramatic emotional dance there may ultimately be and the serene light, which however must be patiently searched behind the canvas, beyond the nervous scenic space in continuous and vertiginous movement. All these personal accents create a special vision that always goes to be in contrast with the matter and the message of power that it represents and in those desolate spaces there does not seem to be room for the human figure which, for its very nature, does not express an idea of perennial strength but rather of finiteness. Olasz, instead, seems to want to emphasize the most powerful aspect of the four natural elements and he does so by linking them in their condition of primordial expansion, in a dutiful homage to our environment, which we often do not respect and which we fear when it rebels.

 

“The life of the shadows”

Thoughts about my pictures

I am Attila Olasz painter. I have been painting for more than twenty years. I use a variety of materials such as oil, acrylic, watercolor, oil pastel, graphite, watercolor pencil.

I tried it overhanging, reflective, flowing, embracing, connecting, separating forms.

Movement and dynamics are also a recurring problem for my work.

Plastic, crushed, material-like shapes.

The use of colors has also changed over the years. I’ve built my compositions for strong blue, red yellow ensembles. This was followed by the more subtle, broken   color effects or monochrome solutions. New colors have appeared as well for example, silvery gray-blue, purple-red, cinnamon green.

I often draw and paint figurative shapes. They are both concrete and abstract at the same time.   Analytical behavior prevails. In some cases, it seems like stone blocks,  cellular structures with blood vessels and nerves. You can see it inside the body.

I pay special attention to the addressing. I try to avoid the descriptive character.  I try to name one of the main motifs or the overall effect of the picture.  I love poetic titles.

Pensieri sulle mie opere.

Sono un pittore. Dipingo da più di vent’anni. Uso una varietà di materiali come olio, acrilico, acquerello, pastello ad olio, grafite, matita per acquerello.

L’ho provato a strapiombo, riflessivo, scorrevole, avvolgente, connettente, separante le forme.

Il movimento e la dinamica sono anche un problema ricorrente per il mio lavoro. Forme di plastica, schiacciate, simili a materiali.

Anche l’uso dei colori è cambiato nel corso degli anni. Ho creato le mie composizioni per forti ensemble blu, rosso giallo. Questo è stato seguito da effetti cromatici più sottili, rotti o soluzioni monocromatiche. Sono comparsi anche nuovi colori, ad esempio grigio-blu argento, viola-rosso, verde cannella.

Disegno e dipingo spesso forme figurative. Sono sia concreti che astratti allo stesso tempo. Il comportamento analitico prevale. In alcuni casi, sembra blocchi di pietra, strutture cellulari con vasi sanguigni e nervi. Puoi vederlo all’interno del corpo.

Presto particolare attenzione all’indirizzamento. Cerco di evitare il carattere descrittivo. Provo a nominare uno dei motivi principali o l’effetto complessivo dell’immagine. Adoro i titoli poetici

———————————————————————————————————

 

 

 

 

 

 

 

invito Pasqualiniinvito Yannick Bourgeois

"Just Urban Flowers"

Mostra Collettiva "Premio Arte e Scienza"

invito Mariotti x sito

invito Carnevali