- Busto di Donna, 2018, Olio su tela 70 x 50 cm
- Fantasia in Oro, 2016, Olio su legno, 50 x 50 cm
- Cavalli selvaggi, 1994, Olio su tela, 70 x 50 cm
- Bambino su cavallo rosso, 2015, Olio su tela, 50 x 60 cm.
- Cavalli al pascolo, 1994, Olio su tela, 70 x 100 cm
- Fantasia in Blu, 2002, Olio su tela, 70 x 90 cm.
- Cavalli in corsa, 1993, Olio su tela 100 x 70 cm.
- Arancio, giallo e viola, 2016, Olio su tela, 70 x 100
Recensioni opere di Marian De Kort a cura di Elena Gradini (Critica d’arte)
Busto di Donna, 2018, Olio su tela 70 x 50 cm
La tela rappresenta, attraverso una visione simultanea che rimanda a busti scultorei, tutta la delicatezza dell’animo femminile, colto nella sua intima essenza. Un elogio al silenzio, al tempo della sospensione meditativa, che l’artista riesce a catturare attraverso pochi ma decisi gesti grafici e sembra voler essere un invito ad entrare nell’opera, a partecipare a questo dialogo lirico che si dischiude attraverso il contrasto di colori bruni che restituiscono una composizione al limite tra scultura e pittura.
Fantasia in Oro, 2016, Olio su legno, 50 x 50 cm
L’opera, un olio su legno, evidenzia il gesto grafico prediletto dall’artista che è in grado di articolare lo spazio della superficie con una sempre diversa costruzione compositiva, in cui le forme dialogano tra loro come su uno spartito, sino a ricomporre una visione unitaria in cui l’atto creativo si amalgama tanto con il segno quanto con il colore. Sono restituzioni che hanno in sé una certa sacralità compositiva, in cui predomina l’oro, da sempre celebrato come il più nobile dei metalli, in grado di purificare la materia e ascendere verso il divino per una profonda connessione e comprensione delle cose del mondo.
Cavalli selvaggi, 1994, Olio su tela, 70 x 50 cm
Nell’opera è possibile cogliere forti echi legati ad una pennellata che risente dei principali influssi delle avanguardie artistiche del Novecento. I colori sono plastici, vibranti e vanno a definire l’oggetto della rappresentazione nella sua interezza. L’artista sperimenta il processo creativo osando attraverso il colore e le sue forme, che divengono segni portatori di una assoluta libertà espressiva.
Bambino su cavallo rosso, 2015, Olio su tela, 50 x 60 cm.
Nella definizione dello spazio prospettico l’opera analizza e definisce il concetto legato tanto alla libertà delle forme quanto a quella dell’uomo, sempre proteso verso il raggiungimento dei propri sogni, dei personali ideali. Esiste uno spazio della tela in cui la città diventa non più luogo solamente fisico quanto piuttosto proiezione di una idea di infinite possibilità, un altrove che abbraccia l’osservatore e lo coinvolge nella dimensione del sogno. Il cavallo indica il coraggio di oltrepassare i propri limiti, senza costrizioni di forme né di colore.
Cavalli al pascolo, 1994, Olio su tela, 70 x 100 cm
Un elogio spontaneo alla natura ed alla semplicità delle cose del mondo caratterizza quest’opera dal sapore bucolico, in cui la leggerezza convive con la freschezza del gesto pittorico, della pennellata libera che restituisce una visione armonica del mondo e degli esseri viventi. E’ come se l’artista volesse omaggiare Madre Terra attraverso una visione olistica delle cose, celebrandone la quieta quanto eterna e ciclica semplicità.
Fantasia in Blu, 2002, Olio su tela, 70 x 90 cm.
Nella tela emergono numerosi riferimenti al modus operandi dell’artista, che nel corso degli anni ha maturato una evoluzione nel suo linguaggio creativo approdando alla ricerca astratta. Lo spazio pittorico si amalgama con quello creativo e l’utilizzo delle geometrie permette di raggiungere la sintesi tra il colore ed il gesto, tra la libertà espressiva e la logicità del pensiero. La superficie risulta così estremamente bilanciata nei suoi rapporti proporzionali e prospettici, in una nobile convivenza tra cerchi e quadrati, tra colori caldi e tonalismi freddi, restituendo una visione finale che tradisce un senso di raggiunta quiete dell’animo.
Cavalli in corsa, 1993, Olio su tela 100 x 70 cm.
Il dipinto è ascrivibile al primo periodo figurativo sperimentato dall’artista, in cui i soggetti sono sempre ben definiti e concorrono a definire lo spazio della tela insieme al paesaggio. I colori sono plastici, creano volumi, mentre la mano è libera nel gesto spontaneo, nell’immediatezza del segno che movimenta tutta la superficie. Un senso di completa libertà emerge dalla struttura compositiva nel suo insieme.
Arancio, giallo e viola, 2016, Olio su tela, 70 x 100
Un felice connubio di colori e prospettive si intrecciano, modulano la superficie del dipinto e mirano a creare un caleidoscopio di immagini che sembrano avvolgere lo sguardo di chi osserva in un ventaglio di sensazioni percettive legate alla gioia, al pensiero positivo, ad una rinnovata fiducia nel mondo. Si coglie, in una visione simultanea, una essenzialità di forme che trae la sua origine nel colore e scaturisce nella creazione articolata della struttura compositiva.








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