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Mostre 2019

Alterità semantiche nel palcoscenico della vita

L’artista polacco Wojciech Chechliński le sue opere cariche di potenza espressiva restituisce una panoramica completa sull’ insieme di proposte linguistiche e di tratti dominati dal colore. Ogni dipinto diventa un racconto culturale, intimo e identificativo, che arriva allo spettatore come una visione corale e solista dai toni differenti, che inneggiano ai tanti stati emotivi dell’essere umano. Il tema dominante, infatti, sembra essere la vita con tutto quel bagaglio di emozioni differenti che sfumano in infiniti dettagli dai cromatismi accesi che diventano espressione di stati d’animo privati o condivisi. Così sembrano sfilare, su una tela impossibile da definire in uno spazio chiuso, moderne processioni umane avvolte in sguardi a tratti esasperati, grovigli urlanti o muti di bocche ed espressioni che comunicano attraverso il loro silenzio a noi osservatori una visione che non può non essere condivisa.  Le tante espressioni sono sentimenti, istantanee delle nostre angosce, paure, gioie; ad ogni modo a ricordarci che l’arte è proiezione di vita, che l’artista attraverso il suo pensiero comunica con l’osservatore e ci fa sentire vivi, riuscendo a filtrare dentro il nostro animo tutta una serie di sentimenti che entrano inconsciamente in empatia con l’opera e con il soggetto rappresentato. Sembra di immergersi in una metropoli urbana, nella quotidianità di un momento che passa svelto nell’indifferenza della massa che ci circonda e, a tale visione ben demarcata, contribuisce l’uso sicuro del colore che potente restituisce volumi, ombre, giochi plastici di pieni e di vuoti, di sfumature e segni grafici che si mescolano con gli occhi, le bocche e le definiscono nei loro gesti semantici che divengono segni tangibili di uno stato d’animo modernissimo. Un voler rappresentare insomma uno stato di vita effimera, un palcoscenico dove tutti sono allo stesso tempo attori e protagonisti di se stessi perché nelle tante sfumature della vita non ci sono mai ruoli precostituiti ma tutto è mutevole, soggetto ai cambiamenti della grande catena dell’essere del tempo e della sorte. E all’interno di questa catena di gioie e miserie umane l’artista sembra voler gettare un monito, vivere e prendere la vita per ciò che è, in una lucida disanima di gioie, passioni e dolori.

Dott.ssa Elena Gradinim critico d’arte

Semantic alterations in the stage of the life

The Polish artist Wojciech Chechliński with his works full of expressive power gives  back a complete panoramic of the set of linguistic proposals and features dominated from the  color. Every painting becomes a cultural story, intimate and identificative, which arrives to the spectator like  a choral and soloist vision with different tones, which praise the many emotional states of the human being. The dominant topic, in fact, seems to be life with all that baggage of different emotions that fade into infinite details from the ignited chormatisms  that become the expression of private or shared states of mind. So they seem to parade, on a canvas impossible to define in a closed space, modern human processions which wrapped up in looks at times exasperated, tangles screaming or silent mouths and expressions that communicate through their silence to us observers a vision that can not be shared . The many expressions are feelings, instantaneous of our anxieties, fears, joys; in any case to remind us that the art is a projection of life, that the artist through his thought communicates with the observer and makes us feel alive, managing to filter inside our mind a whole series of feelings that unconsciously enter into empathy with the work and the represented subject. It seems to immerse itself in an urban metropolis, in the everyday life of a moment that passes quickly into the indifference of the mass that surrounds us and, to such well demarcated vision, contributes the safe use of the color that powerful returns volumes, shadows, plastic games of full and of empty, of nuances and graphic signs that mingle with the eyes, the mouths and define them in their semantic gestures that become tangible signs of the most modern state of mind.  To want to represent in short,  a state of ephemeral life, a stage where everyone is at the same time actors and protagonists of themselves because in the many nuances of the life there are never preconceived roles but everything is changeable, subject to changes of the great chain of the being of the  time and fate. And within this chain of joys and human miseries, the artist seems to want to throw a warning, to live and to take the life for what it is, in a lucid disanimity of joys, passions and pains.

 

Antiche e moderne preziosità

L’artista Alessandro Cignetti attraverso le sue opere sembra voler catturare l’effimero per renderlo immobile, sollevarlo da una dimensione temporale per restituire all’opera una sospensione antica, nobile e non soggetta allo scorrere del tempo. Le sue tele mostrano una sapiente capacità di muoversi tra temi cardine della pittura italiana rivisitati in chiave moderna. Una sorta di omaggio ai grandi Maestri dove tuttavia l’artista elabora un personale codice espressivo che oltrepassa il gesto computo legato alla mera riproduzione.  Alternandosi tra colori astratti, volumi materici, figurazioni, paesaggi assolati e desolati, frutti carnosi, Cignetti spazia liberamente tra la citazione colta e il ricordo d’infanzia, tra il meriggio romano e la sensuale bellezza dei protagonisti rappresentati.  Ci sono incroci di corpi e materia, slanci di esuberanza, vibrazioni cromatiche, contaminazioni e ricordi diluiti nel nostalgico passaggio del tempo.  Ogni dettaglio è un piccolo frammento referenziale che nel contesto d’insieme va a restituire una più ampia e complessa visione delle trame di un’esistenza vissuta e filtrata dalla mente e dal cuore.  Il passaggio dalle vibrazioni di colore carico di energia sino ai monocromi intensi mostra inoltre una non comune capacità di giocare col pensiero, sia nell’espanderlo con astratte visioni esuberanti sia di racchiuderlo in un miraggio più lirico, meditato, forse sofferto, dove palpita un silenzio fatto di sussurri accennati, di labili soffi di vento, e la fisicità si perde nel concetto, nel rimando di esso.  I corpi si assottigliano ma acquistano moltiplicazioni infinite di suggestioni emotive che si propagano sulla tela ma sembrano voler spaziare oltre. Oltre lo sguardo, i confini, quasi a dire che nello spazio scenico del pensiero non esistono barriere temporali ma solo affezioni avvolte in quel dolce balsamo del ricordo. Alessandro Cignetti fa implodere ed esplodere la tela, quasi fosse la proiezione riflessa delle proprie emozioni vissute al momento, che può essere tanto un frammento del nostro presente contemporaneo quanto un lontano eco della sua personale memoria d’infanzia rivisitata oggi dall’inevitabile distacco che l’essere adulti comporta e che tuttavia, consente di recuperare quanto ci resta. Quel personale universo di ricordi, delle nostalgie legate a luoghi, affetti, colori e profumi di un tempo antico.

Dott.ssa Elena Gradinim critico d’arte

Erich Kovar vive ed è nato in Austria. I suoi intensi e lunghi viaggi di studio decennali in Europa, Africa, e Asia hanno influenzato il suo modo di pensare, che spesso esprime nei suoi quadri.

Ha iniziato la sua formazione artistica come artista grafico con il professor Josef Tobner, in seguito ha studiato intensamente la pittura da autodidatta. Attraverso un incessante lavoro continuo di sperimentazione, sviluppa e perfeziona la sua tecnica pittorica.

Molti die suoi dipinti possono essere collocati vicino al simbolismo, anche se in realtá ha un suo stile del tutto personale ed originale. Le sue immagini simboliche racchiudono sempre dei riferimenti  ai problemi del nostro tempo.

Erich Kovar lives and is born in Austria. Extensive decade long study tours in Europe, Africa and Asia influenced his thinking, which he often expresses in his pictures.

He began his artistic education as a graphic artist with Professor Josef Tobner, afterwards he studied painting self-taught. Through continuous training he tries to further develop his technique.

Many of his paintings can be placed near symbolism. In truth, he has his own style. The pictures pack a lot of current affairs.