Da Biografia d’Aurtore 2024

PERIZIA D’ARTE – QUOTAZIONI D’ARTE – Euro 40.000

La ricchezza, la poliedricità, la polifonia dell’opera di Sergio Rapetti è l’essenza stessa della sua arte, e caratterizza l’artista come uomo del nostro secolo. Certamente nessuno può dubitare della maestria di Sergio Rapetti che ha ereditato il genio creativo di Cézanne: esso è dimostrato già nei suoi splendidi dipinti nel bagliore estremo che contraddistinguono le sue autentiche opere. E proprio la sua poliedricità è una conseguenza della sua cultura intellettuale, mantenendo la propria spontaneità ed originalità. Partendo, quindi, dall’espressione dell’illustre tradizione impressionista, Sergio Rapetti evolve la sua interpretazione in una dimensione immaginaria nel sentimento lirico, mentre colpisce soprattutto, la sua serietà pittorica come impegno prima etico e poi estetico nella storia internazionale dell’arte contemporanea. Nelle immagini oniriche dagli orizzonti di luce, appare il tono estatico e trasognato, mentre lo sguardo ci conduce verso lirici paesaggi, spazi sconfinati dell’immaginazione, dove la luce atmosferica è resa con una sorta di aurorale apertura del sentimento. Una delle componenti più significative e peculiari nei suoi capolavori, è la profondità spaziale, conseguita al di là delle volumetrie illusionistiche, mentre emerge l’armonia compositiva della superficie pittorica nel raffinato cromatismo che segue particolari vibrazioni atmosferiche, tali che le ampie stesure di cielo avvolgono paesaggi che si fanno carichi d’impulsi emozionali. Così, il gusto dell’indagine psicologica e del colore, stimola il maestro Sergio Rapetti, di essere l’interprete del reale e della natura nella sua fenomenologia che vibra e pulsa nel mondo visibile. Sperimentatore di molteplici tecniche, dal figurativo all’assolutezza metafisica è riuscito a conquistare un lessico del tutto personale che lo distingue per soluzioni formali e cromatiche che emergono per la sua poetica immaginaria e per il suo sentire interiore, riconducendo la realtà ad un’interpretazione profonda e sensibile nella trascendenza di luce, coinvolgendo il paesaggio in uno stato d’animo interiore con un altissimo valore pittorico che lo impone nella cultura artistica internazionale. Ecco che, nel clima di una civiltà artistica europea, la splendida pittura di Sergio Rapetti, rivela una figurazione d’impianto impressionista nel tono poetico del reale, da Cézanne a Morandi, dove la sorgente delle sue emozioni, la base strutturale delle sue composizioni e l’interiorizzazione del suo cromatismo esaltano i caratteri peculiari del suo autentico linguaggio pittorico nella presa diretta ed immediata del mondo visibile. La brillantezza dei colori, vibranti di impeti lirici, determino, quindi, una costante azione di crescita e di trasfigurazione nella luce, dove l’ispirazione al mondo della natura con paesaggi di sogno, suggeriscono emozioni visive che si traducono in suggestioni d’incanto nella coniugazione, tra la realtà e l’immaginario, senza rimanere legata ad uno schema formale preconcetto, mentre sopravvengono stimoli alla fantasia inconscia, affermando il concetto di Picasso di svelare l’invisibile ed inventare inedite armonie su di una sorta di abbandono lirico e sognante di abbraccio universale in una pittura che ci appare fuori dal tempo nella sua assolutezza stilistica e nell’avanguardia. Nell’opera pittorica di Sergio Rapetti, quindi, il ritmo delle forme sono filtrate nella memoria, rappresentando figure ed oggetti nello spazio ideale, senza interpretarle con mezzi illusionistici, ma attraverso un processo di raffigurazione impressionista, come realizzò Cézanne, mentre le immagini, filtrate dall’intelletto, appaiono nell’incanto di luce, percorrendo l’immaginario. Così, l’unità del paesaggio, si svela tra realtà e fantasia in una dialettica ben serrata, creando la sintesi del reale che si manifesta, attraverso la percezione dei sensi che dichiarò Kant: “Riunire concetti e comprendere la loro varietà in un’unica percezione”, in cui emerge il valore culturale del linguaggio universale di Sergio Rapetti, nella storia internazionale dell’arte contemporanea. Ma ciò che colpisce nella sua pittura, è la realizzazione di proporzioni ideali per esprimere la spazialità che si dilata, attraverso spunti fantastici della natura, tra le sue armonie universali. Questo nuovo linguaggio d’arte ha dato alla storia contemporanea una libertà senza precedenti.

Carla d’Aquino Mineo

PERIZIA D’ARTE – OPERE SCULTOREE – Euro 30.000

Quello di Sergio Rapetti è un “naturale” procedere nella realizzazione di splendide opere scultoree. Così, il soggetto si concretizza per volumi, mentre l’immagine viene costruita e prende forma nell’intuizione, nell’idea del pensiero, facendosi unica ed irripetibile opera d’arte. Arte come creazione armonica che consegue allo studio del reale, di volti, di immagini che percorrono temi, attraverso diversificate dimensioni nella esecuzione di sculture di altissimo livello. Ma ciò che colpisce nelle sue creazioni come in quelle di Picasso, è l’interpretazione immaginaria nel dinamismo visivo con la costante ricerca psicologica dei soggetti scultorei e la disposizione delle masse materiche che si abbandonano a fantasie inconsce, a sogni arcani e tridimensionali, mentre sfumano nella dialettica delle penombre che svelano il mistero della materia. Una scultura, quella del maestro Sergio Rapetti, dal sacro al profano, che stupisce per la sua capacità di interpretare il fascino del volto e della figura in naturali pose per ricondurla ai valori etici e rivelare la realtà in maniera ideale, tra memorie visive e tattili, animando lo spazio, cancellando i limiti esigui e contingenti con la capacità di un maestro d’arte che è riuscito a manifestare la propria peculiarità artistica nella conquista della materia nell’ambito della cultura contemporanea internazionale. Dopo un’intensa attività artistica, Sergio Rapetti mostra nelle sue opere scultoree una progressione di innovazione nell’arte moderna con una fantasia creativa che apre nuove vie all’avanguardia storica, da Manzù e Messina all’arte contemporanea, per esprimere un concetto di mobilità alla struttura scultorea. Infatti, le sue opere d’arte si inscrivono, mentre gli elementi scultorei emergono in un armonico equilibrio. Ad indice della vitalità creativa nei suoi capolavori, sta la pluralità di formulazione di cui è composta l’opera d’arte, ora promuovendo da un’unica origine classica una serie di personaggi della memoria, ora sviluppandosi con modulazioni materiche nella realizzazione in sintesi di forme lignee che affascinano in bellezza nella loro tematica. Ma ciò che colpisce nella scultura di Sergio Rapetti, è il simbolismo visivo e la vitalità di cui le forme sono dotate, esprimendo nell’arte l’idea esistenziale nel concetto dell’immaginario. Sergio Rapetti è un maestro d’arte che affronta con estrema serietà e professionalità artistica svariati temi, fra i più impegnativi ed affascinanti della scultura e pittura contemporanea. Infatti, egli è un talento artistico veramente notevole che si impone nell’ambito internazionale, mediante la sua personale tecnica che rimanda le creazioni materiche al fascino classico in progressione autentica e personale che inesorabilmente ha ispirato l’arte moderna e contemporanea, creando un linguaggio simbolico in una ricerca interiore che rivela, sempre nuovi significati nelle raffigurazioni scultoree. La lettura delle sue opere d’arte, quindi, rappresenta il mondo artistico di Sergio Rapetti in chiave simbolica e psicologica, tra fantasia ed intelletto, materia e spiritualità, tradizione ed avanguardia, cercando di cogliere nei meandri dell’inconscio i misteri più reconditi della vita. Ecco perché, l’universo emozionale creativo di Sergio Rapetti ha assimilato tutti i precedenti pittorici e scultorei dell’arte moderna in simboli, rispondenti al suo nuovo linguaggio concettuale, in cui si svela un’interpretazione freudiana dell’io, filtrando la realtà, attraverso l’intelletto in una dimensione atemporale ed anticipatrice del divenire per rivelare un racconto analitico nei nuovi significati dell’avanguardia contemporanea.

Carla d’Aquino Mineo