MOSTRA PERSONALE DI ALEXANDRA KORDAS

MOSTRA PERSONALE DI ALEXANDRA KORDAS

Ciò che resta dei luoghi

A cura di Elena Gradini

Con le sue fluide visioni di colori accesi e mobili l’artista Alexandra Kordas si interroga sulla natura dei luoghi e delle cose che costruiscono la nostra realtà presente e lo fa attraverso una sequenza complessa di opere che molto hanno in riferimento con la memoria, la presenza del luogo e delle condizioni affettive che ciascuno lascia dietro di sé al proprio passaggio a questo mondo. Dopo che una parte di noi ha vissuto, abitato un luogo, ne ha condiviso sensazioni, armonie, e catturato l’anima, cosa resta, se non la consapevolezza di aver amato la vita attraverso le sue sfumature, la sua insita bellezza che parla attraverso i luoghi che sempre hanno un’identità, un io narrante che si fa voce, memoria, racconto del sé e ricordo di un tempo andato, lasciato indietro ma fermato nel nostro modo di ricordare gli eventi dello stare al mondo. Nel suo viaggio Alexandra Kordas mette in evidenza tutta una serie di segni grafici e pittorici che attraverso l’uso di colori netti e decisi mettono in luce un pensiero, un’idea, tra quelle che articolano il nostro presente e che spesso restano senza risposta. Stavolta nel suo racconto artistico ella si concentra sulla resa visiva dell’utilizzo del colore che diventa struttura oggettiva, protagonista, insieme al gesto, di una bellezza nuova che fa riferimento non solo ai luoghi, ma a ciò che resta quando tutto accade, quando la memoria si perde, l’identità del luogo deflagra a causa di guerre o catastrofi naturali. Ciò che resta allora è insito in noi, è il lavoro paziente e costante della memoria che va a ricucire come una trama a brandelli un tessuto scomposto, ma dove pur sempre si evince un itinerario, un’idea di ciò che era, che è stato e che si configura spesso come qualcosa in nuovo divenire che va ad assumere la nuova dimensione del sé. Attraverso i colori, gli spazi, e le complesse cromie l’artista ricompone il suo personale itinerario di viaggio, che è articolato secondo la complessa volontà di rievocare la memoria dei luoghi, ciò che era e ciò che è, in un continuo divenire presente che affonda le sue radici nelle antiche visioni e nei ricordi del passato.