Trasmutazione per l’indicibile

Le opere dell’artista Bela Gold ci impongono un forte interrogativo che scuote le coscienze, chiamate a ricordare gli eventi storici che furono. Sono tracce forti, come presenze dal passato che riemergono con grande forza sino a creare una grande ricerca che fa riferimento a fatti ed eventi realmente accaduti. Ispirata dalla realtà e dal passato che ha caratterizzato le civiltà odierne, la sua opera è un insieme di tecniche e stili difformi tra di loro ma tenuti insieme dalla forza evocativa dell’arte. Così prendono forma i ricordi, incisi sulla materia artistica che diventa l’oggetto reale dell’opera d’arte. Profondamente evocativa, la produzione dell’artista Bela Gold si rivela in tutta la sua complessità, mostrando un lato fortemente storico delle opere rappresentate. Il suo è uno stile unico che fa eco a certe situazioni realmente esistite. Lei le ha ricordate e ora tutti i brandelli di vita catturati dall’artista si impongono come memorie per i cittadini, per chi è ancora troppo giovane per ricordare; è una volontà salda, la sua. Riportare in vita certe situazioni antiche, socialmente scomode e che molto hanno avuto a vedere con la parola memoria. Sono frammenti di vite vissute, che né il fuoco né il tempo hanno saputo cancellare, anzi, il loro significato è arrivato sino ai nostri giorni, portando con sé tutto ciò che è legato ai ricordi affettivi. Sia quelli un tempo vissuti, sia quelli solo immaginati. Le sue opere sono memorie dell’oggi che catturano attraverso il messaggio il significato profondo di quello che la storia ci ha consegnato, e i suoi disegni, le sue collezioni artistiche polivalenti hanno segnato una strada aperta al ricordo e consegnata alla memoria, affinché certe situazioni non siano più ripetibili. Nelle sue serie, che siano i disegni o i tatoos emerge davvero il dato storico, come a voler creare una sorta di “archivio mobile” per la memoria. Le sue serie sono inspirate alle opere e ai libri distrutti perché considerati dissidenti e scomodi. Voci fuori dal coro in un tempo in cui sull’Europa soffiava un gelido vento di distruzione. Le sue opere ci ricordano ciò che è stato, in una prospettiva di messa in scena del ricordo attraverso l’orrore e la fredda disamina, affinchè certe distorsioni non si ripresentino più nella nostra società che è il futuro, e che stiamo consegnando carichi di problemi, dubbi ed incertezze sul domani.

Dott.ssa Elena Gradini, critico e storico dell’arte